I rischi di salute più gravi conseguenti all’esposizione a vibrazioni sono perlopiù inerenti all’ambito lavorativo. Le problematiche di salute conseguenti all’esposizione a vibrazioni variano in funzione dell’intensità, frequenza e direzione di propagazione delle vibrazioni, della durata di esposizione alle vibrazioni e dell’estensione della zona di contatto con l’oggetto che vibra. In particolare si distinguono due situazioni di esposizione a vibrazioni, con conseguenti problematiche di salute differenti:
• esposizione a vibrazioni a bassa frequenza, come nel caso dei conducenti di veicoli;
• esposizione a vibrazioni ad alta frequenza, per tutte quelle attività lavorative che utilizzano attrezzi manuali a percussione.
L’esposizione umana a vibrazioni si differenzia inoltre in:
• Esposizione del Sistema Mano-Braccio, HAV
• Esposizione del corpo intero, WBV
Statisticamente si è rilevato che le parti del corpo maggiormente colpite da problemi conseguenti l’esposizione a vibrazioni sono le ossa e le articolazioni della mano, del polso e del gomito. Infatti, i lavori che prevedono la necessità di impugnare utensili vibranti o materiali sottoposti a vibrazioni o impatti, possono indurre un insieme di lesioni osteoarticolari a carico degli arti superiori, disturbi neurologici e circolatori digitali, che vengono complessivamente indicate come Sindrome da Vibrazioni Mano-Braccio.
Tutti coloro che per ragioni lavorative utilizzano regolarmente macchinari o utensili manuali vibranti sono potenzialmente esposti al rischio di contrarre la sindrome da vibrazioni, che può avere conseguenze invalidanti e irreversibili. I primi sintomi della sindrome da vibrazioni mano-braccio possono comparire dopo pochi mesi o dopo qualche anno, a seconda del soggetto, del tempo di esposizione e dell’ampiezza della vibrazione. Se nel caso di esposizione occasionale a vibrazioni, il verificarsi di conseguenze negative di lungo termine è piuttosto improbabile, nel caso di esposizione frequente e regolare a vibrazioni intense può invece causare problemi di salute permanenti e irreversibili.
Ecco perché anche la legge tutela i lavoratori esposti regolarmente a vibrazioni e impone che l’esposizione a vibrazioni sia monitorata e non superi determinati livelli. In particolare, la “Direttiva Macchine” (89/392/CEE, 91/368/CEE, 93/44/CEE, 93/68/CEE), recepita in Italia con il D.P.R. 24 luglio 1996 n. 459, stabilisce i requisiti inderogabili a cui devono attenersi i macchinari immessi sul mercato europeo, ai fini di tutelare gli utenti da rischi associati al loro impiego.
Il Titolo VIII Capo III del DLgs 81/08 “Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a vibrazioni” impone l’obbligo per il datore di lavoro di valutare e/o di misurare i livelli di vibrazioni meccaniche a cui i lavoratori sono esposti e il potenziale rischio per la salute. In particolare, i costruttori di macchine portatili tenute o condotte a mano sono tenuti a dichiarare “il valore medio quadratico ponderato in frequenza dell’accelerazione cui sono esposte le membra superiori quando superi i 2.5 m/s”. Inoltre, la Direttiva Macchine prescrive: “La macchina deve essere progettata e costruita in modo tale che i rischi dovuti alle vibrazioni trasmesse dalla macchina siano ridotti al livello minimo, tenuto conto del progresso tecnico e della disponibilità di mezzi atti a ridurre le vibrazioni, in particolare alla fonte”.
Ma che cosa si può fare concretamente per tutelare la salute dei lavoratori esposti a vibrazioni? Innanzitutto è bene accertarsi che i valori di vibrazione dichiarati dalla casa costruttrice siano conformi alla direttiva macchine, ma per ottenere valutazioni più attendibili del livello di esposizione alle vibrazioni si consiglia di effettuare misurazioni presso la postazione di lavoro. Ad oggi, infatti, il metodo di definizione più accurata del livello di vibrazioni generato da un macchinario o un utensile è il rilievo delle vibrazioni eseguito sul posto.
I tecnici VIELLE Acustica, operanti in Lombardia e in particolare in provincia di Varese, Milano, Monza e Brianza, possono recarsi in loco per effettuare un rilievo attendibile delle vibrazioni e occuparsi della completa elaborazione del documento di Valutazione del rischio vibrazioni, a partire da un’attenta analisi del ciclo di produzione, dalle procedure di lavoro, e degli ambienti di lavoro, individuando le attrezzature utilizzate dai lavoratori che possono produrre vibrazioni trasmesse al corpo intero e al sistema mano-braccio, le condizioni e i tempi di utilizzo.
Solo specialisti nel campo dell’igiene professionale come i tecnici di VIELLE Acustica sono in grado di valutare l’esposizione alle vibrazioni, diagnosticando i rischi presenti e futuri e indicando soluzioni per la prevenzione di eventuali danni di salute. In caso desideriate approfondire la tematica dell’esposizione a vibrazioni sul luogo di lavoro, dei rischi conseguenti per la salute e della Sindrome da Vibrazioni Mano-Braccio, si raccomanda la lettura di questo utile opuscolo (http://www.ispesl.it/linee_guida/fattore_di_rischio/mano.pdf), preparato nell’ambito del programma sulle vibrazioni della Commissione dell’Unione Europea BIOMED II ( B M I – 1 4 -CT98-329) con l’obiettivo di aiutare i datori di lavoro e coloro che hanno la responsabilità della prevenzione dei rischi sul lavoro ad adottare misure preventive per diffondere la consapevolezza dei rischi e migliorare la sicurezza e la salute nella loro azienda


