Valutazione rischio esposizione dei lavoratori a campi elettromagnetici

Il D. Lgs 81/2008 e s.m.i., al Titolo VIII, inerente la protezione dei lavoratori da agenti fisici, introduce al Capo IV, la valutazione dei rischi di esposizione dei lavoratori a campi elettromagnetici.

Secondo quanto previsto dall’articolo 17 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., risulta compito del datore di lavoro verificare il rispetto dei requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza derivanti dall’esposizione ai campi elettromagnetici (da 0 Hz a 300 GHz), come definiti dall’articolo 207 D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., durante il lavoro.

Le disposizioni riguardano la protezione dai rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori dovuti agli effetti nocivi a breve termine conosciuti nel corpo umano derivanti dalla circolazione di correnti indotte e dall’assorbimento di energia, e da correnti di contatto.

La norma non riguarda invece la protezione da eventuali effetti a lungo termine, per i quali mancano dati scientifici conclusivi che comprovino un nesso di causalità.

Definizioni

Ai sensi del D.L.gs 81/2008, s’intende con:

“Campi elettromagnetici: campi magnetici statici e campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici variabili nel tempo di frequenza inferiore o pari a 300 GHz;

Valori limite di esposizione: limiti all’esposizione a campi elettromagnetici che sono basati direttamente sugli effetti sulla salute accertati e su considerazioni biologiche. Il rispetto di questi limiti garantisce che i Lavoratori esposti ai campi elettromagnetici sono protetti contro tutti gli effetti nocivi a breve termine per la salute conosciuti;

Valori di azione: l’entità dei parametri direttamente misurabili, espressi in termini di intensità di campo elettrico (E), intensità di campo magnetico (H), induzione magnetica (B) e densità di potenza (S), che determina l’obbligo di adottare una o più delle misure specificate nel presente capo. Il rispetto di questi valori assicura il rispetto dei pertinenti valori limite di esposizione.”

Cosa sono i Campi Elettromagnetici

  • I campi elettrici si manifestano in presenza di cariche elettriche libere o di conduttori con potenziale elettrico differente da quello di terra posto per convenzione pari a 0 Volt. L’unità di misura utilizzata per i campi elettrici (simbolo E) è V/m (volt al metro) e i suoi multipli o sottomultipli.
  • I campi magnetici si manifestano in presenza di correnti elettriche o di materiali magnetizzati. La loro intensità dipende proporzionalmente dall’intensità della corrente elettrica. L’unità di misura utilizzata per i campi magnetici (simbolo H) è A/m (ampere al metro) e i suoi multipli o sottomultipli. Usualmente si utilizza anche l’unità di misura della densità di flusso magnetico o induzione magnetica (simbolo B) con unità di misura T (Tesla) e i suoi multipli o sottomultipli. I campi magnetici sono più intensi in prossimità della sorgente e diminuiscono rapidamente all’aumentare della distanza, inoltre non sono schermati dai materiali comuni, come le pareti degli edifici.

In presenza di campi elettrici variabili nel tempo si hanno sempre campi magnetici anch’essi variabili nel tempo e viceversa. L’insieme dei due campi costituisce il campo elettromagnetico.

Alla rapidità di variazione nel tempo del campo elettromagnetico è legata alla frequenza (simbolo ƒ), ossia il numero di oscillazioni compiute in un secondo, misurata in Hz (Hertz o cicli al secondo) e i suoi multipli.

Strettamente connessa con la frequenza è la lunghezza d’onda (simbolo l), che è la distanza percorsa dall’onda durante un tempo di oscillazione e corrisponde alla distanza tra due massimi o due minimi dell’onda (l’unità di misura è il metro con relativi multipli e sottomultipli).

Per campi elettromagnetici a bassa frequenza si intende generalmente valori di ƒ compresi tra pochi Hz a circa 1 kHz.

Le emissioni a bassa frequenza vengono in generate:

  • dalla rete di alimentazione elettrica industriale o civile,
  • da elettrodomestici e dispositivi elettronici in funzione (50 Hz).

Campi con frequenze maggiori vengono prodotti:

  • da dispositivi industriali quali ad esempio i forni ad induzione.

Per campi elettromagnetici a media e alta frequenza si intende generalmente valori di ƒ nell’intervallo dei MHz (milioni di Hz, onde radio) o dei GHz (miliardi di Hz, microonde).

Ambienti di vita

Negli ambienti di vita siamo immersi in campi elettromagnetici di varia natura sia di origine naturale che artificiale:

  • il campo magnetico terrestre,
  • la radiazione solare e cosmica,
  • la luce,
  • il calore,
  • le linee elettriche,
  • i telefonini,
  • gli elettrodomestici, etc.

Sono solo alcuni tra i numerosi fenomeni che fanno parte della nostra quotidianità e che sono riconducibili ad eventi di natura elettromagnetica.

La propagazione dei campi elettromagnetici nello spazio avviene sotto forma di onde elettromagnetiche che trasportano energia ed interagiscono con tutto ciò che si frappone nel loro cammino. La velocità di propagazione delle onde elettromagnetiche nel vuoto è di 300.000 km/s (velocità della luce).

L’insieme di tutte le onde elettromagnetiche, classificate in base alla loro frequenza, costituisce lo spettro elettromagnetico.

Lo Spettro Elettromagnetico

L’insieme di tutte le possibili onde elettromagnetiche, in funzione della frequenza e della lunghezza d’onda, costituisce lo spettro elettromagnetico.

Nello spettro elettromagnetico si possono distinguere due grandi zone:

  1. Radiazioni ionizzanti (IR): possono trasportare un’energia sufficientemente elevata da produrre effetti di ionizzazione nell’interazione con la materia, e quindi potenzialmente in grado di danneggiare il Dna e le cellule degli organismi viventi (rottura dei legami chimici che tengono uniti gli atomi e le molecole). Esempi: raggi X, radioattività, raggi cosmici, etc.
  2. Radiazioni non ionizzanti (NIR): onde con frequenza inferiore, non trasportano un quantitativo di energia sufficiente a produrre la rottura dei legami chimici e innescare fenomeni di ionizzazione, pertanto risultano meno dannose per l’esposizione umana. Esempi: onde radio, microonde, radiazione infrarossa, etc.

Col termine campi elettromagnetici (CEM) ci si riferisce, per convenzione, a quella parte di radiazioni non ionizzanti di frequenza compresa tra 0 Hz e 300 GHz.

Figura 1 – Spettro elettromagnetico in frequenza

Esempi di fonti di Campi elettromagnetici in base alle Frequenze

Abbiamo detto che con il termine “campi elettromagnetici” (CEM) ci si riferisce, per convenzione, a quella parte di radiazioni non ionizzanti di frequenza compresa tra 0 Hz e 300 GHz.

Di seguito riportiamo alcuni esempi di sorgente:

Figura 2 – Esempi di sorgenti CEM

Effetti sul corpo umano

Quando un’onda elettromagnetica incontra un ostacolo, penetra nella materia e deposita la propria energia producendo una serie di effetti diversi a seconda della sua frequenza.

Le correnti indotte sono essenzialmente dovute ai CEM a bassa frequenza (fino a 10 MHz), e possono stimolare vari effetti avversi principalmente a carico del sistema cardiovascolare (aritmie, fibrillazioni, asistolia, ecc) e nervoso (contrazioni neuromuscolari, induzione di lampi luminosi nel campo visivo noti come magnetofosfeni, o altri).

L’assorbimento di energia è connesso ai CEM a frequenze oltre i 100 kHz e può provocare un riscaldamento localizzato di organi e tessuti o uno stress termico generalizzato; gli effetti avversi più rilevanti sono le ustioni, il colpo di calore, la cataratta e la sterilità maschile temporanea.

Invece le correnti di contatto considerate dalla legge sono quelle che fluiscono al contatto di un individuo con oggetti metallici posti nel campo elettromagnetico e che, in funzione dell’intensità, possono indurre effetti quali percezioni dolorose, contrazioni muscolari, ustioni.

La normativa è volta anche alla protezione di alcune tipologie di effetti indiretti, quali l’interferenza elettromagnetica con attrezzature e dispositivi medici elettronici (compresi stimolatori cardiaci e altri dispositivi impiantati), l’effetto propulsivo di oggetti ferromagnetici all’interno di intensi campi magnetici statici, l’innesco di elettro-detonatori ed il rischio incendio per scintille provocate dalla presenza dei CEM nell’ambiente.

Riferimenti normativi e limiti per la popolazione

Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici

Legge n°36 del 22/02/2001: stabilisce principi fondamentali di tutela con un ambito di applicazione riferito all’esposizione “dei lavoratori, delle lavoratrici e della popolazione” a campi elettromagnetici con frequenze “comprese fra 0 Hz e 300 GHz” (escludendo i casi di esposizione intenzionale per scopi diagnostici o terapeutici).

In particolare il testo normativo fa riferimento agli elettrodi ed agli impianti radioelettrici, compresi gli impianti per telefonia mobile, per radiodiffusione e i radar.

Una prima distinzione viene effettuata sugli esposti:

  • esposizione professionale quando un soggetto per la specifica attività lavorativa è esposto a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici;
  • esposizione della popolazione, ogni tipo di esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, di tutte quelle persone che permangono in un’area, senza esserne stati informati dell’esistenza.

D.P.C.M. 8 luglio 2003, n. 199

“Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz”.

Frequenza f INTENSITA’ DI CAMPO ELETTRICO

E (V/m)

INTENSITA’ DI CAMPO MAGNETICO

H (A/m)

L.E. V.A. O.Q. L.E. V.A. O.Q.
0,1 < f ≤ 3 MHz 60 6 6 0,2 0,016 0,016
3 < f ≤ 3000 MHz 20 6 6 0,05 0,016 0,016
3 < f ≤ 300 GHz 40 6 6 0,1 0,016 0,016

Legenda:

L.E. = limiti di esposizione

V.A. = valori di attenzione

O.Q. obiettivi di qualità

 

D.P.C.M. 8 luglio 2003, n. 200

“Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti”.

  CAMPO ELETTRICO

E (V/m)

INDUZIONE MAGNETICA

B (µT)

Limite di esposizione 5000 100
Valore di attenzione 10
Obiettivo di qualità 3

D. Lgs. 81 del 09/04/2008

La valutazione del rischio derivante dall’esposizione dei lavoratori ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici è regolata ai sensi del D.Lgs. 81 del 09/04/2008 e sue successive modificazioni ed integrazioni.

Il Titolo VIII Capo IV del D.Lgs. 81/08 determina i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza derivanti dall’esposizione ai campi elettromagnetici (da 0 Hz a 300 GHz) durante il lavoro. Le disposizioni riguardano la protezione dai rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori dovuti agli effetti biofisici diretti e agli effetti indiretti noti provocati dai campi elettromagnetici.

Direttiva 2013/35/UE + D. Lgs. 1agosto 2016 n.159

Il 26 giugno 2013 è stata approvata la nuova Direttiva 2013/35/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio, sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) che è stata recepita con Decreto Legislativo 1Agosto 2016 n.159, entrata in vigore il 2 settembre 2016.

Soggetti particolarmente sensibili

Alcuni gruppi di lavoratori sono da considerarsi particolarmente sensibili al rischio di esposizione ai campi elettromagnetici.

Figura 3 – Soggetti particolarmente sensibili

Obblighi del datore di lavoro

Valutazione dei rischi

Nell’ambito della valutazione dei rischi di cui all’articolo 181 D. Lgs 81/2008 e s.m.i., il datore di lavoro valuta e, quando necessario, misura o calcola i livelli dei campi elettromagnetici ai quali sono esposti i lavoratori, in conformità alle norme europee in vigore.

Si fa riferimento alla tabella 3.2 della Guida buone prassi della direttiva 2013/35/UE recepita con Decreto Legislativo 1Agosto 2016 n.159, che fornisce un elenco di possibili sorgenti di campo elettrico e magnetico (quali apparecchiature, strumenti, linee di distribuzione della potenza elettrica), significative per la possibile esposizione delle persone, anche in relazione alle modalità di esposizione delle stesse.

Tale tabella elenca molte attività lavorative, apparecchiature e luoghi di lavoro comuni, ed indica la necessità o meno di effettuare una valutazione per:

  • i lavoratori non esposti a particolari rischi;
  • i lavoratori esposti a particolari rischi;
  • i lavoratori con dispositivi impiantati attivi.

Informazione e Formazione dei lavoratori

Ai sensi di quanto previsto all’articolo 184, comma 1, lettera b), il datore di lavoro garantisce, inoltre, che i lavoratori che potrebbero essere esposti ai rischi derivanti dai campi elettromagnetici sul luogo di lavoro e i loro rappresentanti ricevano le informazioni e la formazione necessarie in relazione al risultato della valutazione dei rischi con particolare riguardo:

  • agli eventuali effetti indiretti dell’esposizione;
  • alla possibilità di sensazioni e sintomi transitori dovuti ad effetti sul sistema nervoso centrale o periferico;
  • alla possibilità di rischi specifici nei confronti di lavoratori appartenenti a gruppi particolarmente sensibili al rischio, quali i soggetti portatori di dispositivi medici o di protesi metalliche e le lavoratrici in stato di gravidanza.

Sorveglianza sanitaria (Art. 211 D.Lgs. 81/08)

La sorveglianza sanitaria viene effettuata periodicamente, di norma una volta l’anno o con periodicità inferiore decisa dal medico competente, con particolare riguardo ai lavoratori particolarmente sensibili al rischio, tenuto conto dei risultati della valutazione dei rischi trasmessi dal datore di lavoro.

Nel caso in cui un lavoratore segnali effetti indesiderati o inattesi sulla salute, ivi compresi effetti sensoriali, il datore di lavoro garantisce, che siano forniti al lavoratore o ai lavoratori interessati un controllo medico e, se necessario, una sorveglianza sanitaria appropriati.

 

Per maggiori informazioni sulle modalità di valutazione dei rischi, visita la pagina del PAF (Portale Agenti Fisici), clicca qui.

Se hai bisogno di eseguire una misurazione strumentale e una valutazione del rischio, contattaci qui.

 

Giulia

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