Un’azienda di successo deve motivare il proprio personale

Un’azienda di successo deve essere in grado di riconoscere le qualità professionali e attitudinali dei propri dipendenti, di assegnare compiti corrispondenti alle propensioni di ognuno, e di ottenere così un team motivato e consapevole.

Ogni dipendente, nello svolgimento del proprio lavoro, trova una motivazione diversa.

Per un manager è importante ascoltare la propria squadra, avere una chiara cognizione di ciò che spinge ogni membro del suo team nell’ottenere buoni risultati, e personalizzare le tecniche per adattarsi a ciascuna persona.

Perché è utile avere persone motivate?

Semplice: le persone motivate danno sempre il meglio di sé.

Alla motivazione si lega la produttività: dipendenti soddisfatti e motivati lavorano in modo più efficace determinando un aumento e un miglioramento delle loro prestazioni.

L’Azienda ne beneficia in termini di rendimento e raggiungimento obiettivi.

Ma come fare per mantenere lo stato mentale dei lavoratori positivo e propositivo?

Come è possibile favorire il miglioramento dello stato mentale di una persona?

Occorre considerare tre aspetti fondamentali:

  • lo sviluppo professionale,
  • i livelli retributivi adeguati
  • una gestione partecipativa da parte del management.

Ecco alcuni consigli ed esercizi efficaci per sviluppare piena consapevolezza del proprio potenziale.

Responsabilizzazione

Dare piena responsabilizzazione ai lavoratori è un passo fondamentale.

Una volta stabiliti gli obiettivi, sarà compito del dipendente stesso determinare come raggiungerli.

Questo perché maggiore è l’autonomia nel lavoro, maggiori sono i livelli di motivazione, soddisfazione e creatività.

Lasciare che i dipendenti si mettano alla prova e gestiscano i loro progetti conferisce loro motivazione, impegno ed entusiasmo.

Ogni essere umano apprezza l’autonomia: tutti vogliono sentirsi padroni del loro tempo e della loro energia.

La mancanza di autonomia è una causa diretta della diminuzione drastica della motivazione nel team.

Viceversa quando i responsabili concedono autonomia ai lavoratori, dimostrano fiducia in loro e nelle loro capacità, costruiscono un legame emotivo con il dipendente, e sviluppano una relazione di rispetto reciproco, facendo così percepire al lavoratore che il responsabile può aiutare il team, e non è solamente una figura che vuole avere più risultati e controllo sul team stesso.

La possibilità di esercitare controllo sul proprio tempo può essere tanto motivante quanto la soddisfazione di portare a compimento un progetto.

Consentire ai dipendenti di effettuare smart-working ed impostare le proprie ore di lavoro, è un modo per dimostrare che ci si fida dei propri dipendenti nello svolgimento del loro lavoro, senza un controllo troppo pressante.

Concentrarsi sui risultati piuttosto che sulle regole.

Autorevolezza vs. autorità

I manager sono spesso reticenti di fronte a questo modo di lavorare, poiché temono che dare troppo spazio ai lavoratori creerà un ambiente rilassato e poco produttivo.

Manager autoritari e attendisti non portano buoni risultati, ciò a cui è necessario puntare è l’autorevolezza.

L’autorità corrisponde al potere gerarchico all’interno dell’organizzazione aziendale, è più legata ad uno stile direttivo, mentre l’autorevolezza è data da ciò che gli altri riconoscono in noi e si associa ad uno stile partecipativo.

Lo stile autoritario può rivelarsi utile in alcuni casi emergenziali, nei quali ci si deve muovere molto velocemente, ma il suo prolungarsi nel tempo non può che essere dannoso e deleterio per l’azienda.

Valorizzazione e riconoscimento

Valorizzare le abilità e le competenze di un dipendente, del lavoro da lui svolto, e di conseguenza sottolineare il valore che lui rappresenta per l’azienda, ha un fortissimo effetto motivazionale.

È importante riconoscere le qualità professionali dei propri lavoratori e attribuirgli dei compiti che siano corrispondenti alle loro attitudini.

Il rischio? È quello di vedere i propri migliori dipendenti cercare altrove opportunità più gratificanti.

Quindi è fondamentale riconoscere e premiare sempre un lavoro ben fatto.

Molti datori di lavoro pensano che sia semplicemente un dovere per ogni dipendente fare il lavoro per cui sono stati assunti e farlo al meglio.

Pur essendo una convinzione legittima, il riconoscimento è una parte molto importante nei rapporti tra dipendenti e responsabili.

Il riconoscimento conferma al lavoratore che sta facendo la cosa giusta e lo incoraggia a continuare a farlo, e farlo meglio!

Grazie al riconoscimento si stabilisce una connessione emotiva, e si crea una sensazione di benessere per entrambe le parti grazie all’aumento dei livelli di dopamina. Questi sono elementi fondamentali in grado di stimolare l’impegno dei dipendenti e soddisfare il bisogno primario di stima e di appartenenza al gruppo.

Riconoscimenti e premi sono strumenti che permettono di migliorare in modo significativo le performance.

Risulta particolarmente efficace per aumentare la soddisfazione del lavoratore riconoscere il risultato raggiunto nel modo più personalizzato possibile: a qualcuno piace il riconoscimento plateale di fronte a tutto l’ufficio o all’interno della newsletter aziendale, altri sono più riservati e preferiscono una mail individuale.

Creazione di ambienti piacevoli

Creare un ambiente di lavoro piacevole ed accogliente favorisce la qualità della vita in azienda e negli uffici, e fa sentire le persone a proprio agio.

In questo modo saranno più motivate a dare il massimo.

Alcuni esempi di un ambiente di lavoro positivo e ospitale:

  • Dipingere le pareti dell’ufficio in modo colorato, evitare il bianco, che incide sulla minore efficienza lavorativa: alcuni ricercatori dell’Università del Texas hanno scoperto che le persone commettono più errori quando lavorano in uffici con pareti bianche.
  • Abbellire l’ambiente di lavoro con delle piante: : uno studio dell’Università del Qeensland ha rivelato che la presenza di piante aumenta la produttività lavorativa fino al 15%.
  • Regolare la temperatura dell’ufficio spegnendo l’aria condizionata. Secondo uno studio della Cornell University, i lavoratori completano il loro lavoro più rapidamente e più accuratamente in un ufficio con una temperatura più calda.
  • Limitare i fastidi dovuti ai rumori e ridurre al minimo quelli dell’ufficio: i lavoratori esposti a rumori minimi in ufficio, rispetto a quelli esposti ad uffici molto rumorosi, hanno livelli di stress inferiori il che migliorano la produttività lavorativa.
  • Agire sull’illuminazione degli ambienti di lavoro e preferire la luce naturale: lavorare in un ambiente in cui ci sono finestre e luce solare favorisce una migliore qualità e quantità del sonno, ed aumenta anche la produttività lavorativa.

Sviluppare il work-life balance

L’equilibrio tra vita privata e lavoro è particolarmente caro soprattutto ai millennials, coloro che sono nati tra 1981 e il 1995, cosiddetta Generazione Y.

Il work-life balance favorisce soddisfazione e benessere, e porta il lavoratore ad una fidelizzazione verso la propria azienda.

Come può essere raggiunto?

Attuando una serie di azioni che spaziano dalle più semplici alle più singolari:

  • favorire lo smart working,
  • portare il proprio cagnolino sul luogo di lavoro,
  • promuovere corsi di formazione sui temi più svariati (lavorativi e di crescita personale),
  • organizzare team building esperienziali,
  • incoraggiare la pratica dei propri hobby anche sul posto di lavoro.

Il work-life balance punta ad azzerare il rischio e i conseguenti danni del burnout.

Il morale dei dipendenti è il driver principale per aumentare la produttività!

Sono i dipendenti il motore dell’azienda ed è solo attraverso la loro soddisfazione e il loro benessere che si ottengono performance produttive efficaci ed efficienti.

Spronare a prendersi cura di sé

Occorre incoraggiare i dipendenti a prendersi cura di se stessi e della propria salute.

I lavoratori eccessivamente stressati sono meno sani fisicamente, mentalmente ed emotivamente, e quindi meno produttivi rispetto a dipendenti che si trovano in un ambiente di lavoro positivo.

I manager devono anche dimostrare direttamente ai dipendenti, e non solo a parole, quali siano gli effetti benefici di pratiche come il buon sonno, l’equilibrio tra vita lavorativa e vita privata, e tempo per l’esercizio fisico e il relax.

Formazione e aggiornamento

I lavoratori si sentono valorizzati dalla possibilità di svolgere corsi di aggiornamento e formazione, che permettano loro di accrescere le proprie competenze e svilupparne di nuove, sia in ambito lavorativo che extra lavorativo.

Fondare la cultura dell’azienda su un processo di formazione continua, apprendimento e sviluppo costante, aiuta a creare un clima positivo e costruttivo, ed è essenziale per motivare i talenti.

Una formazione costante porta poi ad aumentare l’efficienza e la produttività.

Oltre alla loro formazione lavorativa, è bene incoraggiare anche lo sviluppo continuo di skills e competenze personali del team.

Stipendio

I soldi sono importanti, servono a tutti per vivere, ma hanno dei grossi limiti come agente motivante.

Infatti lo stipendio non è la molla principale per innalzare o mantenere alti i livelli di engagement e motivazione.

È pur sempre un elemento importante per il lavoratore, e deve essere equo e in linea con le competenze, la posizione e l’anzianità di servizio, pena la perdita di motivazione ed interesse.

Occorre tuttavia concentrarsi sulla motivazione intrinseca che sostiene un dipendente a livello personale, si focalizza su tutto ciò in cui l’individuo crede: valori, autonomia, progresso, relazioni, scopo personale.

In questo modo la motivazione sarà più intensa e anche più duratura nel tempo.

Disponibilità del management

Un capo/responsabile che sia disponibile e presente sul campo, che si dimostri aperto all’ascolto del proprio team e delle sue esigenze, e sia capace di cogliere i bisogni e le difficoltà dei propri collaboratori nella loro quotidianità, rappresenta una grande fonte di motivazione.

Non tutti i manager hanno però la capacità, l’attitudine o la formazione adatta per assumersi il compito di incoraggiare la motivazione dei dipendenti.

Sarebbe utile svolgere corsi specifici per imparare come aiutare le persone a sviluppare consapevolezza, e a realizzare il loro potenziale, incoraggiandole a mettere in campo la versione migliore di se stesse.

Solo così un responsabile può diventare un Leader, svincolare il talento delle persone, condividere con loro i propri obiettivi e renderli stimolanti e appaganti.

Le persone seguono i capi per l’esempio che danno, per quello che dicono e fanno.

Essere leader significa ispirare e influenzare gli altri, avere una visione chiara di dove si vuole andare e saperla trasmettere ai collaboratori.

Comunicazione e coinvolgimento

Anche la comunicazione è un passaggio fondamentale.

Un buon capo deve saper domandare e soprattutto saper ascoltare.

È necessario dialogare frequentemente con ogni dipendente e fare domande su come stanno andando le cose, come si sentono, cosa provano, cosa per loro è più importante sia sul piano lavorativo che personale.

Questo aumenterà la fiducia dei lavoratori nei confronti della Direzione e al tempo stesso darà un’idea di come migliorare le cose all’interno dell’organizzazione aziendale.

I lavoratori hanno esperienze/background diversi, si trovano in fasi differenti della loro vita, e sono conseguentemente motivati ​​da fattori diversi.

Occorre cercare soluzioni personalizzate, è un grande errore cercare di trovare una soluzione che vada bene a tutti.

Obiettivi e perché

Un Manager che impiega il proprio tempo a spiegare le motivazioni che giustificano alcune direttive, genera un coinvolgimento molto elevato da parte di dipendenti e collaboratori.

Per essere motivato, un dipendente deve comprendere appieno quale sia l’impatto del proprio lavoro quotidiano sull’azienda, e come influisce su di essa.

Avere un perché, è fondamentale: permetterà al team di eseguire le proprie attività guardando nella stessa direzione, con un unico obiettivo.

La condivisione degli obiettivi alimenta una produttività costante e crescente.

I traguardi fissati devono essere specifici, misurabili, realizzabili, pertinenti e vincolati nel tempo (obiettivi S.M.A.R.T.).

Raggiungere obiettivi piccoli e importanti ci fa proseguire con entusiasmo e alimenta il desiderio di contribuire a un progetto e fornire un impatto rilevante al suo raggiungimento.

Obiettivi complessi permettono di visualizzare il traguardo più importante, seppur più lontano, e forniscono ulteriore motivazione.

È poi fondamentale condividere i risultati in totale trasparenza, sia quelli positivi che quelli negativi.

Valori

Identificare i valori e i principi che sono rilevanti per ciascuna persona è utile per comprendere quel che è importante per i collaboratori e ridurre al minimo le attività non allineate con tali priorità.

Ciascuno ha i propri valori, e sarà più motivato nel raggiungere obiettivi in linea con essi.

Viceversa risulterà estremamente difficile per un lavoratore svolgere un compito che contrasti con i propri valori.

Novità

Introdurre delle novità in azienda pone uno stimolo ulteriore al calo di motivazione del team: il cervello umano è abile nell’affrontare e gestire i cambiamenti, quindi introducendo una novità si sfrutta la neuroplasticità e si creano nuovi interessi, si genera una funzione di rinvigorimento della mente e di conseguenza una nuova spinta motivazionale.

Il cambiamento non è quindi una cosa negativa ma un nuovo stimolo per il lavoratore a dare il meglio di sé.

 

 

Giulia Gremasi

vielle acustica – contatti

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