La Sindrome da Burnout: sintomi e come affrontarla

Introduzione

Lo stress è, per definizione, una

reazione di adattamento alla realtà.

Non si può non provare stress.

Lo stress ci spinge a dare il massimo, ad affrontare la vita con entusiasmo, a trovare soluzioni, e lavorare con passione.

La “reazione di stress” ci aiuta a prepararci fisicamente e psicologicamente ad affrontare un problema. Lo stress può essere una buona cosa allorché, nella giusta misura e per periodi di tempo limitati, ci aiuti a superare le inevitabili crisi che la vita ci offre. in questo caso si parla di “Eustress“.

In assenza stress saremmo apatici, annoiati, e senza uno scopo.

Lo stress negativo (“Distress“)nasce dalla discrepanza tra le richieste dell’ambiente esterno e le capacità che abbiamo noi di farvi fronte, quando cioè le persone non sono più in grado di far fronte al proprio carico di lavoro con le risorse ad esse disponibili.

Se da una parte lo stress è una risposta assolutamente normale quando si lavora, soprattutto in ambienti competitivi e veloci, sentirsi troppo stressati a causa del lavoro non è un problema da sottovalutare, come accadeva (e spesso accade ancora).

Il burnout

All’origine del burnout c’è infatti una condizione di stress cronico, prolungato nel tempo, che non viene correttamente riconosciuto e affrontato.

È un problema associato all’occupazione (o disoccupazione) lavorativa, ai ritmi pressanti e frenetici della società odierna.

Inizialmente la malattia era associata alle professioni sanitarie, oggi riguarda qualsiasi posizione di grande responsabilità (effettiva o ritenuta tale per la persona che ne è affetta).

È stato riconosciuto e classificato ufficialmente come “sindrome” a partire dal maggio 2019 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Sintomi

Il burnout presenta sintomi ben definiti quali:

  • sensazione di esaurimento mentale e fisico,
  • distacco mentale dal proprio lavoro,
  • mancanza di stima in se stessi,
  • negatività o cinismo relativi al proprio lavoro o alla propria azienda,
  • conseguente riduzione della produttività,
  • senso di colpa dovuto al non riuscire svolgere il proprio lavoro e a farlo entro le scadenze.

Può essere collegato ad altre problematiche, come per esempio i disturbi d’ansia o il disturbo depressivo, che devono essere diagnosticati da uno specialista.

Altri sintomi fisici:
  • mal di testa
  • stanchezza
  • disturbi del sonno
  • tensioni
  • disturbi gastrointestinali
  • tachicardia
Sintomi psichici:
  • calo della fiducia in sé stessi
  • vuoto interiore
  • maggiore vulnerabilità in caso di delusioni o perdite
  • soddisfazione sempre minore sul lavoro
  • elevata sensibilità allo stress
  • depressione

Come curare la sindrome di burnout?

Per limitare gli effetti del burnout e contrastarlo, si possono utilizzare delle accortezze per rendere meno traumatico il lavoro. Per esempio:

  • applicare lo smart-working ove possibile, lavorare da casa, o comunque in un ambiente vicino che non richieda uno spostamento lungo,
  • separare nettamente le ore lavorative da quelle non lavorative, e durante queste ultime svolgere attività che ci rendano felici e che portino benessere mentale e fisico,
  • fare piccole liste di obiettivi raggiungibili e sottolineare i propri traguardi,
  • concedersi una breve pausa alla fine di ogni lavoro compiuto.

Si sta sviluppando un cambiamento culturale all’interno dei luoghi di lavoro, dove vi è una maggiore attenzione alla salute e al benessere dei lavoratori.

Ma spesso non è sufficiente. Dobbiamo agire su noi stessi!

Ripartire da noi

Ascoltarsi è la parola chiave.

Abbiamo visto come la sindrome di burnout è spesso associata a cali di autostima, negatività e sensazione di esaurimento mentale e fisico.

Questi fattori si manifestano anche con una mancata cura di se stessi e del proprio corpo, e alla persistenza di abitudini sbagliate (es. alimentazione eccessiva, consumo di alcool, carenza di attività sportiva, ecc.), che continuiamo a mantenere a causa della mancanza di voglia di cambiare le cose.

È importante riconoscere i sintomi, e sforzarsi di sbloccare la situazione!

Fare sport, adottare uno stile di vita sano, dare la giusta importanza al sonno e ad un’alimentazione equilibrata, favorire l’equilibrio tra vita lavorativa e vita privata, contribuiranno a migliorare la risposta del nostro corpo alle difficoltà, riportandoci in una situazione di benessere.

Questo avrà risvolti positivi nella gestione e nella resistenza allo stress.

Anche sul luogo di lavoro possiamo cambiare le cose, ad esempio:

  • predisporre il nostro ambiente lavorativo in modo confortevole ed ergonomico, a partire dagli strumenti che utilizziamo tutti i giorni (seduta ergonomica)
  • posizionare il monitor del pc e la tastiera frontalmente, evitando di torcere il collo o la schiena
  • alzarsi dalla scrivania tra un lavoro e l’altro, sgranchirsi le gambe e riattivare il corpo
  • posizionare alla nostra postazione qualcosa che ci dia buonumore (una foto, un oggetto colorato, una pianta, ecc.)

Giulia Gremasi

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